La Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco copre il territorio compreso fra le città di Trapani e Paceco e, più precisamente, l’area che va dalla zona sud del capoluogo fino alla frazione di Salina Grande.
Qui le strutture create secoli fa per la lavorazione del sale si sono fuse armoniosamente con il paesaggio naturale per dare vita ad un ambiente unico e profondamente suggestivo. Forse è uno dei pochi esempi del nostro mondo civilizzato in cui le attività produttive umane non solo non hanno distrutto l’ambiente originario ma che, al contrario, lo hanno impreziosito con un tocco tutto particolare.
Se ne coglie appieno la bellezza soprattutto al tramonto: quando cala il sole, ognuna delle vasche assume una tonalità diversa, dal rosa intenso al rosso e al dorato. Guardandole, in quei pochi attimi prima che tutto finisca, vedrete, come per magia, colori e sfumature che si inseguono l’un l’altro.
L'immensa distesa di acqua visibile da Erice, affacciandosi verso le Egadi, appare separata dolcemente da linee più scure che, creando geometrie particolari, regalano alle Saline un aspetto unico. La Riserva, istituita per salvaguardare una delle ultime zone della Sicilia Occidentale, con le sue peculiarità botaniche, la sua ricchezza faunistica, ed il suo patrimonio di storia e lavoro. tutela le Saline dalla minaccia purtroppo sempre incombente di una incontrollata espansione urbana ed industriale.
Ancora oggi alcune saline conservano i nomi dei proprietari che le impiantarono.
L'attività delle saline è un fatto non dissociabile dall'importanza e dalla funzionalità del contiguo porto di Trapani, in quanto attivo porto commerciale. La fama del sale trapanese raggiungeva tutti i porti ed i mercati del Mediterraneo in quanto Trapani era tappa obbligata per tutte le navi che transitavano lungo le coste occidentali ed orientali di tali mari.
La strada che da Trapani conduce a Marsala, costeggiando la laguna che accoglie Mozia, è fiancheggiata da saline che offrono una vista bellissima: gli specchi d'acqua suddivisi da sottili strisce di terra formano una scacchiera irregolare e multicolore. A tratti compare nel mezzo la sagoma di un mulino a vento, memoria del tempo in cui esso era uno degli strumenti principali per pompare acqua e macinare il sale. Lo spettacolo è ancora più suggestivo in estate, al momento della raccolta, quando le tinte rosate dell'acqua nelle varie vasche si intensificano e le vasche più interne, ormai prosciugate. brillano al sole.
Poco a Nord di Marsala, il mare forma una sorta di laguna chiamata "Stagnone", chiusa ad est dalla costa siciliana e ad ovest dall'Isola Longa. Al centro della laguna si trovano le isolette di Santa Maria, Schola e Mozia. Il paesaggio, particolarmente suggestivo, anche per la presenza di saline sulla costa e sull'Isola Grande, e oggi protetto grazie all'istituzione di una riserva naturale (la riserva naturale dello Stagnone). La laguna dello Stagnone si trova nei pressi Marsala , sulla litoranea che porta aTrapani. Sulla riva della laguna vi sono alcuni ristoranti e gelaterie e dei posti in cui si possono noleggiare canoe e altri tipi di imbarcazione. Nell'entroterra, fra i vigneti, alcune delle nostre case in affitto. la conformazione dello stagnone, con i fondali che non superano mai una profondita superiore a mt 1,60, il vento che soffia continuamente, unito alla temperatura mite che domina questo paesaggio durante tutto l'anno, lo rendono il posto ideale per praticare sport acquatici quali il windsurf, il kitesurf, e la vela (catamarani e imbarcazioni con basso pescaggio). Essendo una riserva naturale le imbarcazioni a motore non sono ammesse. Lo Stagnone e il posto ideale per esperti e principianti: il vento sempre copioso permette ai più abili di esibirsi nelle manovre piu spettacolari e i bassi fondali permettono anche a chi meno capace di imparare senza fatica. Giunti allo Stagnone e proseguendo lungo la strada che lo costeggia, troverete numerosi posti dove noleggiare attrezzature varie (catamarani, windsurf, kitesurf, canoe, barche a vela) o prendere lezioni, tra le quali citiamo la Piccola Compagnia di Navigazione di Lucio. Per quanto riguarda il kitesurf a Marsala si trova il negozio Sea Store, in Viale Mazzini, dove potrete facilmente prenotare lezioni di kitesurf e attrezzature relative.
Agli amanti della natura, le basse e tiepide acque della laguna dello Stagnone permettono di osservare una varieta di uccelli acquatici (aironi, fenicotteri rosa, anitre selvatiche) e una folta vegetazione di posidonia che rappresenta l'habitat ideale per le numerosissime specie di pesci anche pregiate: spigole, orate, saraghi, sogliole, cefali, scorfani. Ai non sportivi, lo Stagnone offre dei posti incantevoli dove ammirare i mulini a vento che una volta venivano usati per il sollevamento delle acque e per la molitura del sale nelle saline. Nello Stagnone, oltre alle saline e possibile ammirare le varie isole che lo circondano (Santa Maria, Schola e Mozia).
Circondata dalle basse acque della laguna dello Stagnone di Marsala, si trova la piccola ed incantevole isola di Mozia, un tempo colonia Fenicia, ed oggi luogo ricco non solo di storia e cultura, ma anche di pregevoli bellezze naturali. Un luogo assolutamente da visitare, anche se non alla portata di tutte le tasche.
Per raggiungere Mozia occorre prendere un traghetto il cui biglietto costa € 5,00 a persona. Una volta giunti sull’isola occorre pagare un altro biglietto di ingresso, del valore di € 9,00 (cifra che non sempre e segnalata). Per fortuna, una volta messo piede sull’isola, si è ampiamente ricompensati dalla straordinaria bellezza del luogo.
Storia dell’isola
Grazie alla sua particolare e positiva posizione strategica, è sempre stata luogo ideale per lo scambio delle merci. I primi ad approdare sull’isola furono i Fenici, nell’VIII secolo a.C., che la trasformarono in una fiorente cittadina. Per difendersi dagli attacchi dei nemici vennero edificate delle alte mura che resero l’isola inespugnabile per parecchio tempo, resistendo agli attacchi dei Greci prima e dei Cartaginesi dopo.
Ma nel 397 a.C. la città di Mozia venne invasa e distrutta dalle truppe siracusane guidate dal crudele e dispotico tiranno Dionisio il Vecchio. Gli abitanti fuggirono e si ripararono sulla terra ferma e l’isola rimase abbandonata per parecchi secoli.
Nell’XI secolo d.C. durante la dominazione Normanna, Mozia fu donata all’abbazia di Santa Maria della Grotta di Marsala e divenne sede dei monaci basiliani di Palermo, che diedero poi essi stessi il nome San Pantaleo all’isola, dedicandola al proprio santo fondatore dell’ordine.
Nel XVI secolo l’isola passò ai gesuiti, e nel 1792 fu data come feudo al Notaio Rosario Alagna di Mozia insignito con il titolo di Barone di Mothia, il quale iniziò gli scavi archeologici alla ricerca dei reperti storici del passato
Mozia conobbe un periodo di splendore quando, nel 1902, il nobile inglese Joseph Whitaker decise di costruire qui la sua abitazione. La famiglia Whitaker si era stabilita in Sicilia alla fine dell’800, avviando una fiorente esportazione del vino di Marsala. Quando Joseph scoprì l’isola di Mozia, ne rimase colpito, sia per la sua bellezza, sia per lo straordinario valore archeologico. Acquistò quindi l’isola e, con la collaborazione del suo fedele sovrastante, il colonnello Giuseppe Lipari Cascio, esplorò Mozia in lungo ed in largo, portando alla luce i resti dell’antica città fenicia, oltre ad una vasta serie di reperti che oggi sono visibili nel museo Withaker (la vecchia abitazione di Joseph).
Cosa vedere
1 Museo Giuseppe Whitaker
2 Abitato ZONA A Casa delle anfore
3 Tofet
4 Necropoli
5, 16 Zona industriale
6 Santuario di Cappiddazzu
7, 8 Porta Nord- Strada marina
9 Torre orientale con scala
10 Fortificazioni
11 Abitato Casa dei mosaici
12 Casermeta
13, 14 Porta sud Kothon
15 Luogo di rinvenimento della statua Giovinetto di Mozia
17 Abitato Zona centrale
18 Abitato Zona D
19 Abitato Zona B
20 Zona F Porta di Nord ovest e annessi
21 Tempio del Kothon
22 Abitato Zona E